Corsari del Gusto®

Liberi pensieri di un contadino della provincia di Cuneo e dei suoi amici

Archivio per la categoria 'corsari burloni'

Eataly, quo vadis?

 

 

campese

Ma cosa dici mai?  Il pollo Campese nel tempio del gusto?

Il Campese, pollo allevato all’aperto, è il prodotto di eccellenza di Amadori. Accuratamente selezionato tra le migliori razze, il Campese cresce in allevamenti all’aperto ed è libero di razzolare in ampi spazi coperti di vegetazione. Il Pollo Campese è 100% italiano ha una alimentazione 100% vegetale e no OGM, a base di mais, grano, orzo, altri cereali e soia. (fonte sito pollo campese)

 

Sia chiaro: il pollo Campese è un ottimo prodotto. Io stesso ne ho potuto apprezzare le sue qualità recentemente: lo abbiamo gustato al Pranzo di Natale. Qualità indiscussa, di gran lunga superiore ai polletti simil colombo che si vedono nei girarrosti della gdo. Bravo Francesco Amadori! E’, comunque, un prodotto industriale, fatto bene, anzi! Dovrebbe essere di esempio: l’industria, se vuole, può produrre bene. Beh, non è proprio il pollo targato rurale come intendo io, vedi per esempio questo  , ma, per le masse affamate è più che dignitoso. E allora quale è il problema? Non è un problema, più che altro è una considerazione: Il tempio del gusto propone un prodotto industriale? Cosa serve? Pensavo che il business si facesse al contrario: come Munsù mc donald che, per proporsi a target di clienti più alti,  offre l’ hamburger di Chianina. In questo caso è come se Cartier proponesse Swarovski. Sono forse nuove strategie in salsa bocconiana? Forse, il tempio del gusto, si vuole aprire all’ uomo qualunque? Che s’ha da fà pé campà. Non ci capisco più niente. Torno nella mia stalla. Ich habe Corsaro del Gusto. (By Corsaro)

Salagabula megicabula bibidi bobidi bu!

STORIA D’ ITAGLIA D’ITALIA

(tanti anni fa, ai tempi della I repubblica…)

C’era una volta, il tranquillo tran-tran quotidiano fatto, come è giusto  che sia, di alti e di bassi.

Un bel giorno, una voce, disse che, per evitare una inflazione galoppante, la lira doveva uscire

dallo sme (Sistema Monetario Europeo 1992-96).

Il governo era composto da una coalizione DC PSI PSDI e PLI  (come adesso) e  presieduto dal

dottor  Sottile, Giuliano Amato.  Nel giro di poco tempo  la lira si svalutò di oltre il 30%. (Il Marco a

1300 lire!!)

Di seguito, la stessa voce, un giorno, ci avvertì che tutto si era riallineato e la lira tornava nello

sme. Tutto è bene quello che finisce bene. (Salagabula megicabula bibidi bobidi bu fa la

magia tutto quel che vuoi tu bibidi bobidi bu!)

(tempi nostri, II repubblica…)

Poi, per farla breve. Arrivò l’euro (2001) e portò, di fatto, una ulteriore svalutazione dei nostri soldi

che oggi possiamo riconoscere intorno al 100%. Ciò che costava 1000 lire oggi fa un euro

(euro/lira 1936,27).

Ed ecco che, ad un certo punto, la voce torna e avverte che siamo in crisi. Ma, questa volta è una

crisi mondiale, generata lontano, (come l’influenza suina) ma noi possiamo stare tranquilli perché,

grazie alle Alpi, siamo protetti da questi venti nefasti.

Infatti, da noi, non è successo nulla, e ‘sta crisi è già alle spalle…(Salagabula megicabula

bibidi bobidi bu fa la magia tutto quel che vuoi tu bibidi bobidi bu!)

Che culo che abbiamo! (By Corsaro)

in culo!

Facezie sul tacchino

Un gran signore prepotente aveva invitato a pranzo un frate cappuccino. Egli ed i suoi amici avevano l’intenzione di burlarsi del povero frate. Venuto a tavola un tacchino il signore disse al povero monaco:

-tagliate voi questo animale, ma vi assicuro che la prima cosa che farete al tacchino sarà subito fatta a voi…-

Vidi il frate impallidire, ma poi subito sorridere.

Ficcò ad un tratto, un dito nel foro suburbano del tacchino, e si portò il dito fra le labbra, succiandolo.

Poi, al signore, con fisonomia che voleva parere imbarazzata, e voltando le spalle, esclamò:

-Aspetto!…-

                                                           Jarro, da Almanacco Gastronomico 1912