Corsari del Gusto®

Liberi pensieri di un contadino della provincia di Cuneo e dei suoi amici

Giulia Zucchi e Adelio Lafranconi del Poada

GIULIA

In questo post voglio ricordare due amici, di vecchia data: Giulia ed Adelio.

Erano compagni di vita ed avevano, dal nulla, creato un sito meraviglioso: L’allevamento di conigli POADA a circa 600 mt di altitudine sul lago di Como, a Mandello del Lario.  Era un punto di riferimento per la coniglicoltura italiana, non solo dal punto di vista tecnologico ma, soprattutto,  UMANO!  Giulia Zucchi, classe 1922,  era anche  la paladina di noi allevatori: quante volte scese in campo per difendere i nostri interessi!  Non si fermava davanti a niente, pestava anche i politici quando serviva…(foto sotto Giulia Zucchi nel 1983 ospite alla trasmissione televisiva Portobello condotta da Enzo Tortora)

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Giulia Zucchi fu in prima linea durante uno dei periodi più difficili della coniglicoltura italiana  il periodo di  Chernobyl, la nube radioattiva che spaventò l’Europa: correva l’anno 1986 d.c. Una tragedia!  Si diffuse la voce che i nostri conigli, in quanto erbivori, erano divenuti radioattivi. I Media che pronunciarono questa notizia non sapevano nemmeno che i conigli italiani allevati industrialmente, l’erba,  non l’avevano mai vista ne tantomeno mangiata!  Nel giro di una settimana, le quotazioni crollarono. Non solo i conigli non valevano più nulla ma, cosa gravissima, nessuno li voleva più. Cominciarono a “gonfiarsi” i capannoni per l’ invenduto causando danni su danni. Quattro miliardi di lire fu la stima del danno economico. Giulia Zucchi si battè con tutte e sue forze conivolgendo allevatori, mangimisti, politici, amministratori e tutta la “cupola” che allora (come adesso) governava l’ Italia.  Alla fine si ottenne uno stanziamento per risarcire gli allevatori danneggiati, ma…qualcosa o qualcuno fermò tutto. Il risarcimento sarebbe stato liquidato in base alle fatture emesse da ogli singolo allevatore e, per l’ impossibilità pratica nel verificare tutte le fatture (così si pronunciò il Ministero), il procedimento venne congelato. E si rimase a bocca asciutta (e culo perterra).

Sono stato un allevatore di conigli dal 1977 al 1983 amatoriale e dal 1983 al 2000 industriale. Giulia la conoscevo di fama, poi nel 1987, in occasione della fiera di Erba (Como) , fiera internazionale di conigli di razza, mi sono recato nel suo stand e mi sono presentato. Da li è nata un’amicizia: quante volte mi ha accolto in Poada per parlare di allevavanto di conigli! QUANTA FORZA E PASSIONE HO RESPIRATO! Quanti discorsi fatti sulla condizione “non organizzata” degli allevatori; sui forti limiti competitivi causati dalla diffidenza, dall’egoismo e anche dalla superbia;  dicevamo che ci si doveva unire, collaborare, promuovere la ricerca sui metodi migliori con i quali presentare la carne di coniglio al consumatore;  Superare la presentazione classica della carcassa intera, offrire il sezionato e il lavorato. Era la fine degli anni ottanta,  avevamo capito tante cose. Quando tornavo nella mia provincia non trovavo tali intelligenze, al contrario, ma molto contrario, trovavo un “vuoto” totale. Mi ricordo che, in una riunione ASPROAVIC ( Associazione Produttori Avi-Cunicoli) nel 1989, in seguito ad una mia filippica sulla condizione primitiva della coniglicultura cuneese, sull’ urgenza di aggiornarla, un pirla-allevatore mi disse di piantarla di usare tale situazione per cercare di fare carriera politica! Rimasi allibito. Carriera politica?  Io volevo solo fare l’allevatore, libero e sganciato dalle sudditanze delle lobby mangimistiche e compagnia bella. La cosa più deprimente e che all’ allevatore non si voleva  permettere di imparare a leggere ed a a scrivere,  per farlo rimanere perennemente nella condizione di schiavo, ignorante della sua straordinaria ed indipendente potenzialità.   

Ma torniamo al Poada. Adelio aveva una grande esperienza di allevatore di conigli. Nel 1974 importò dei conigli di razza New Zeland white dal Massachussets per utilizzarli come miglioratori della razza già allevata. In poco tempo ottenne un ceppo di di conigli New Zeland Poada dalle ottime performance produttive: rustico, prolifico, ottima resa in carne, osso sottile…Questi conigli venivano esportati  in tutto il mondo!

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Nel mio allevamento allevavo gli animali del Poada come linea femminile, suddivisi in 5 linee di sangue per potere effettuare una rimonta interna senza eccedere in una consanguinietà eccessiva.  Per i maschi mi costruivo un incrocio interrazziale tra femmina New Zeland white Poada e maschio Argentato di Champagne. Tale incrocio veniva poi impiegato come linea maschile. Il risultato era un meticcio, al 50% mantello colorato, talvolta pezzato, occhi neri. Un coniglio che poteva raggiungere il peso di 3.0/3,2 Kg in 100 giorni senza trucchi, senza inganni. Veramente un trucco c’era e, in parte l’avevo appreso dall’ Adelio.

Al tempo era pratica, nella coniglicoltura industriale, considerare la coniglia una “macchina da carne”, quindi spremerla al massimo. Una volta partorito veniva subito ri-fecondata per raggiungere l’obbiettivo (assurdo) dei 9/10 parti all’anno ed 70/80 conigli venduti a femmina all’anno.  Appresi che in Poada le femmine venivano ri-fecondate a 30 giorni dopo il parto, per dare loro il tempo, naturale e giusto, per svezzare la nidiata senza forzature…Applicai il metodo nel mio allevamento, aggiuiunsi altri particolari e i risultati non tardarono ad arrivare. Il primo fu la longevità della coniglia riproduttrice. Negli allevamenti industriali la percentuale di fattrici riformate all’anno superava di gran lunga il 100% proprio perchè le “poverette” non sopportavano i ritmi produttivi imposti. Dando loro tempi più naturali (5 parti anno) la percentuale di riformate scendeva al 30%. Di conseguaza dalle fattrici più longeve e forti si avevano nidiate più pesanti, senza problemi, con un ottimo indice di conversione e pesi finali di tutto rispetto. Diciamo un trucco…naturale!

Dal 2000, anno in cui mi regalò la sua biografia (di cui la copertina nella prima immagine sopra),  non ho più notizie di Giulia e dell’ Adelio. So solo che, data la loro età,  hanno ceduto Poada ma di loro non so più nulla. Quell’anno fu per me durissimo: moralmente, economicamente e anche  fisicamente. Fu l’anno in cui chiusi l’allevamento dei miei conigli per iniziare una nuova avventura, con le oche  e le anatre che allevo tuttora. Non fu cosa facile!  Le cose andavano molto male, il settore della coniglicoltura soffriva di una profonda crisi strutturale.  Avevo iniziato ad allevare conigli a 12 anni, con gabbie di legno autocostruite, fieno, poco mangime e qualche granaglia. Era una cosa semplice ed appagante. Crescendo ed ampliando l’allevamento, piano piano ero scivolato in una situazione diversa: con la totale dipendenza esterna per l’alimentazione (mangime) e  il ritiro della conigli grassi   ero in completa sudditanza dell’ industria: troppi compromessi!  In più i conigli, in quel periodo, morivano come mosche, vittime di malattie misteriose, forse inventate dai mangimisti industriali che per anni, ad insaputa degli allevatori, avevano farcito i mangimi con cocktail di farmaci. Uno “stop” all’uso indiscriminato di farmaci nel mangime ordinato dalla CEE aveva riportato tutti con i piedi perterra ma, i costi morali ed econimici di tale ordinanza, (che comunque ritenevo e ritengo tuttora GIUSTA)  erano tutti addossati all’allevatore: solo ed indifeso anche al giudizio dell’opinione pubblica. Da questa situazione dovevo uscirne! Mi chiusi in me stesso tagliando di netto i ponti con tutto ciò che poteva rappresentare il mondo della coniglicoltura, quel mondo che fu il mio mondo per più di 20 anni. Non l’ho conoscevo più! Ho sperimentato cosa vuole dire non dormire di notte, con la mente che, come un disco incantato e senza pietà, ti fa l’inventario tra fatture da pagare, soldi che non ci sono, creditori che bussano e sbagli commessi. Si, perchè in queste situazioni è un classico farsi tutte le colpe del mondo! E in queste situazioni si è anche soli con attorno tanti avvoltoi pronti a darti il colpo di grazia. C’è solo la famiglia che ti sorregge. E  per uscirne ci vuole un’ ispirazione che nessuno può suggerirti!

Ho chiuso tante cose in un file che ho nella capoccia e le considero morte e sepolte,  ma tante altre, come l’amicizia con Giulia ed Adelio mi sono rimaste vive e vegete. Oggi ho voluto ricordale e scriverle.  (By Corsaro)

 

6 Commenti »

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6 Risposte a “Giulia Zucchi e Adelio Lafranconi del Poada”

  1. 1

    Michele Corti dice:

    Mi sono occupato di conigli all’inizio della mia carriera universitaria. per me erano ‘macchine da sperimentazione’. Una volta son stato anche a Poada. Poi sono passato alle capre, alle pecore, alle mucche d’alpeggio e del mondo dei conigli no avevo certo una grande considerazione: qualcosa che vorrebbe essere industriale come il pollo ma non riesce e al tempo stesso non è più legato alla terra, all’erba. La tue storia mi ha fatto capire che anche i coniglicoltori né carne né soffrono i problemi di tutti gli allevatori e che ho imparato a conoscere e a denunciare da tempo. Ti auguro soddisfazioni con i volatili (le oche sono gli unici pennuti che mi sono simpatici)

  2. 2

    Corsaro dice:

    Benvenuto Michele!

    Concordo sulle tue note.

    Credo che si possa organizzare un allevamento rurale da dopo-lavoro che dia qualche soddisfazione.

    Piccoli numeri di facile gestione, allevati all’aperto, in gabbie di legno di grandi dimensioni.

    Bisogna trovare una razza rustica, pesante con la quale “costruirsi” un ceppo che si adatta al proprio ambiente…

    Ruralmente parlando potrebbe essere una cosa interessante, non facile però!

  3. 3

    Rita dice:

    Quasi quasi… sembri più buono, meno arrabbiato del solito!
    Bellissimo post, Corsaro Edoardo, commovente!
    E poi i conogli mi ricordano la mia infanzia…

  4. 4

    Giuliana dice:

    Caro signore, io ho conosciuto Giulia Zucchi da bambina e con mia sorella e mia madre siamo state ospiti nella sua splendida dimora per qualche giorno abbiamo avuto la possibilità di visitare il suo allevamento, il mio papà nè ha uno in Abruzzo da 35 anni e la Giulia e Adelio hanno aiutato il mio papà con le prime fattrici lei è venuta a conoscerci e a farci visita per un paio di giorni.C’è stata una bella Amicizia da noi comprava l’olio extra vergine d’oliva le abbiamo portato un brodetto di pesce da Vasto con il treno portati i pomodori e cucinato a Mandello del Lario mi ricordo che ci ha riempito di baci sono stati unici è hanno lottato tanto in tutti i sensi grazie per ricordarli

  5. 5

    Marco dice:

    Trovato in rete questo ricordo dell’allevamento Poada… struggente ricordare mio padre e la sua grande passione per i conigli, allevatore in Toscana anni ’70/80 parlava sempre del Poada… acquistava fattrici da loro, partecipava alle mitiche fiere di Forli, ricordo una volta anche a Piacenza (Momec?). Economicamente credo poco conveniente ma la magia del coniglio (insieme ai tanti sacrifici), ha caratterizzato la vita della mia famiglia, mio padre e mio fratello maggiore, durante la mia adolescenza… incredibile che oggi non esista piu’ niente… almeno questo ricordo dei signori del Poada i quali erano veramente considerati i padri della coniglicoltura italiana che non e’ mai decollata… tanta nostalgia e ricordi

  6. 6

    Maurizio dice:

    Salve, leggo questa nota e per fornire un dato che manca, mio padre conobbe la signora Zucchi, acquistammo da loro le prime fattrici per il nostro allevamento nei primi anni ’80.

    A questo indirizzo
    http://www.arca.regione.lombardia.it/shared/ccurl/622/99/_Rel.4%20-%20CONIGLI.pdf
    ho trovato traccia purtroppo della morte della signora Giulia Zucchi, è una relazione del 2008 della regione Lombardia, quindi immagino che sia deceduta qualche anno prima

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