Corsari del Gusto®

Liberi pensieri di un contadino della provincia di Cuneo e dei suoi amici

Stand up and fight! (Alzati e cammina, ops, e combatti!)

Non vi nego che la frase ad effetto mi piace. A prescindere dalla fonte che, in questo post, non c’entra nulla.

ALZATI E COMBATTI al contadino giullare del potere che, tra mercatini del gusto, filiere corte, farmer market, mutui con i quali siesprime la propria dignità “,  è ridotto ad un burattino. Avete letto il teatrino dei numeri che questa estate veniva strombazzato in ogni Tiggì? I ricarichi del 200%, del 1000%, del 10000%. E la faccenda dell’SMS per segnalare irregolarità dei prezzi? A cosa siamo giunti: alla guerra dei poveri? E allora vai contadino, abbatti la filiera, prenditi carico di tutti i passaggi (hai le scarpe grosse) e…REGALA la tua manodopera. Tanto sei abituato, sei stato abituato! Perchè, tu contadino, DEVI, fare prezzi inferiori della gdo: perchè tu sei buono, tu sei bello tu sei uno che va lento non hai fretta di vivere e tanto meno arricchirti. Giammai!

ALZATI E COMBATTI Lento e TONTO: accusato di ogni sorta di nefandezza, di uccidere le api, di volere usare gli OGM (non si possono coltivare ma si possono importare. Buffo no?), di avvelenare l’atmosfera con le scorreggie dei propri animali, subisci la gogna e vieni esposto al pubblico ludibrio a meno che non ti converti e torni ad usare una zappa, allevi un maiale e due galline, abbai alla luna, spargi cornughia al vento, ristrutturi il rustico con piscina olimpionica e ti dai all’agriturismobusiness. Pensate che i teconoculipallidi dai loro fetecchiosi uffici, prima ci hanno svenduto (alla CEE, alla Cina ed a Gargamella), poi fanno finta di aiutarci con la bufala del territorio, del lavoro per, con, fra, nel territorio. Credetemi, a quei culacci pallidi, non frega del territorio. Frega il DANARO del territorio e dell’indotto che ruota attorno al gusto. Non avete idea di cosa costa la “macchina organizzativa”, delle fiere del gusto. Un giorno, magari, ne parleremo.

ALZATI E COBATTI  Ma come possono pensare che si diventi tutti commercianti delle nostre produzioni? E, peggio ancora, vendute a prezzi inferiori alla GDO? Sapete cosa produce questa miserabile pensata? CONCORRENZA SPIETATA! La gdo, attigendo le derrate da…”altri mondi”,  abbassa ancora di più i prezzi e buonanotte: filiera corta al tappeto. Facciamola valere per davvero la nostra qualità, non svendiamola. E allora ecco la mia idea, magari bizarra, ma perfettamente in linea con i “miracoli” che succedono in Italia. Ritornamo alla origine delle cose e al buon senso: una cosa sono i prodotti di alta gamma ( ne continui la commercializzazione chi ne è all’altezza)  e altra cosa è il cibo quotidiano. Questo senza volere fare dei distinguo ma solo per cercare un pò di  buon senso.  Basta con l’assurda e non sostenibile idea che tutti devono mangiare culatello, caviale, lingue di pappagallo e bere champagne. L’agricoltura deve nutrire la massa, come è giusto che sia e la massa non può (Ahimè! Ma l’ho capito anche io) correre per le cascine a comperarsi cose buone. E allora, dato le condizioni che ci sono, che le amministrazioni comunali facciano una ordinanza dove si OBBLIGA i supermercati locali ad usare prodotti del territorio e di qualità per una misura non inferiore all’80%. Un piccolo favore in cambio di tante rotonde, urbanizzazioni selvagge, cementificazioni galoppanti che quasi tutti i Comuni, FORSE, hanno…e qui mi fermo. Ma ancora una cosa a chi pretende di avere ricette salvacrisi: PIANTATELA DI PRENDERCI IN GIRO! SCOPRITE I PRODUTTORI LOCALI SOLO ORA? VOLETE AIUTARCI? ALLORA: BLOCCO DELLE IMPORTAZIONI, IMMEDIATO. Ecco un buon uso degli strumenti che abbiamo senza creare false aspettative e danni ulteriori. Ecco un modo che cuniugando la nostra qualità e quantità può reggere la concorrenza con quello che prima o poi finiremo con il mangiare: “nulla”, se andiamo avanti a slogan.                                                                                Pace e bene. (By Corsaro)

29 Commenti »

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29 Risposte a “Stand up and fight! (Alzati e cammina, ops, e combatti!)”

  1. 1

    diggita.it dice:

    Stand up and fight! (Alzati e cammina, ops, e combatti!)…

    ALZATI E COMBATTI al contadino giullare del potere che, tra mercatini del gusto, filiere corte, farmer market, mutui con i quali si “esprime la propria dignità “, è ridotto ad un burattino. Avete letto il teatrino dei numeri che questa estate ve…

  2. 2

    Luigi dice:

    Ecco il Corsaro cattivo, incazzato e stanco. E tempo che non ti leggevo così…pesante. Digerito male?

  3. 3

    Alberto M. dice:

    Devo dire che tante cose che scrivi sono condivisibili. Ma perchè scriverle se, lo sai benissimo, non cambia nulla? Ti fai solo il sangue cattivo e avendo anche una attività, magari, ti tiri la zappa (per rimanere in tema), sui piedi. Penso, e non ti offendere, che sia meglio farsi una strada propria, ed andare avanti con i paraocchi. Come i somari. Ciao tante cose…

  4. 4

    Luca Ripellino dice:

    No Alberto, è proprio lì che sbagli: giusto farsi un apropria strada, ma per farla bisogna averli bene aperti gli occhi! Al contrario, la massa ha il paraocchi (o addirittura gli occhi chiusi)…. Chiaro ch eè più difficile, ci sono più rischi, c’è più da combattere, ma farsi una propria strada vuol dire ESSERE VERI, e prima o poi, le gratificazioni arrivano. L’importante è arrivare al cuore del consumatore (non solo alla panza), e ovviamente cercando consumatori anch’essi senza paraocchi e senza l’influsso di cosa dettano tempi e mode… E per chiudere, ricorda che anche credere che l’asino sia ignorante è roba da paraocchi enormi…

  5. 5

    Luca Ripellino dice:

    E’ sacrosanto il richiamo al buonsenso del Corsaro, che chiede la distinzione tra cibo quotidiano e “chicca” o sfizio da gustare ogni tanto… Un esempio a caso: con la chimera del “cibo come conquista” i soliti mercanti nel tempio a cosa hanno portato il salmone affumicato? Ripeto, è solo un esempio, se ne potrebbero fare altri 10, 100 o 1000… Un tempo, diciamo da qunado si è cominciato a “sapere cos’era” il salmone affumicato, quel prodotto costava una certa cifra (sicuramente elevata); poi con la favola della conquista il salmone ce l’hanno messo in bocca (e pure in quel posto…) a tutti, e il risultato ora qual’è? Che il 99% del salmone affumicato in commercio FA SCHIFO ed è pure nocivo alla salute del consumatore, perchè quei poveri pesci sono allevati in condizioni pietose, imbottiti di antibiotici fin dalla nascita perchè vivono mangiandosi la cacca uno con l’altro, hanno difese immunitarie pari a zero, e gli vengono pure somministrati coloranti affinchè abbiano un bel colore, stendendo un velo pietoso sulle modifiche genetiche atte a trasmetetre ai salmoni un gene delle fragole, sempre per la storia del colore… Il restante 1% è vero salmone, di quelli che sanno risalire sul serio la corrente, e sono affumicati come Dio comanda, ma non essendo nemmeno lontanamente paragonabili a quelli di massa, costano cifre esorbitanti, che pochissimi (e sempre di meno…) possono permettersi. Direi un bel risultato, vero?! Ecco perchè dico che il Corsaro ha ragione: se i guru che ci bombardano su cosa dobbiamo fare/dire/pensare/scrivere/mangiare/bere/guardare/pagare/sniffare avessero usato il buon senso, non era meglio per tutti? Bistecchina, ovetto o troterella del torrente (che è tanto buona, altro che roba da poveri!) per tutti i giorni, salmone affumicato e altre prelibatezze ogni tanto, per l’occasione importante, per il pranzo della festa, per qualcosa da festeggiare, per un momento di piacere autentico…. e così il salmone affumicato, a quelle condizioni, sarebbe stato buono e per tutti! Invece ci hanno raccontato la favola della conquista di poterlo mangiare tutti i giorni… Un pò come quelli (tanto, ma tanto famosi) che predicavano la bellezza e l’importanza delle piole, ma poi hanno cominciato a fare solo serate di degustazione di Bordeaux a 90€ (ovviamente 85 per i soci!), cantavano sulle aie delle cascine per avere 3 uova ma poi hanno scelto le noccioline della Papuasia…

  6. 6

    Irishfairy dice:

    Sei veramente avanti cent’anni, e non sono assolutamente ironica. A me piacerebbe così tanto poter andare al mio supermercato e trovare roba decente che non è stata raccolta anemica dalla pianta per farle sopportare meglio i trilioni di km che la separano da me.
    Certo, io sono schifosamente fortunata perchè un po’ mi arrangio (ai mercati) e un po’ faccio scambi culturali con alcuni miei colleghi per cui… mi raccomando Corsaro, NON METTERTI IL PARAOCCHI!!! Altrimenti chi ci risveglia dal torpore enogastronomico in cui siamo caduti?

  7. 7

    Corsaro dice:

    Alberto non ha tutti i torti nel senso che “fa male” tanta consapevolezza. Ma qui non si vuole cambiare il mondo, ci si limita allo scambio di idee, anche incazzose. E’ terapia: fuori le tossine!
    @Irischfairy: il tuo contributo è ben accetto. Arrangiarsi ai mercati è una gran cosa, ma pensiamo a chi non ha tempo, o crede di non averlo: cosa deve fare? Ridursi a bere latte che arriverà dall’India?

  8. 8

    francesca - torino dice:

    Condivisibile quello che scrivi corsaro, ma, tanto per riprendere un commento, non è questione di mangiarlo o meno tutti i giorni il salmone, ma di come viene allevato, perchè esistono ancora buoni allevamenti, specialmente in Canada, dove certe schifezze non esistono, e quello affumicato, lo è come dio comanda, basta conoscerli. E’ vero, la maggior parte di quello venduto in italia (arriva dalla norvegia) non è il massimo della goduria, anche salutisticamente, ma la bistecchina o la troterella del torrente ( tutti i giorni) è un pò la sagra del luogo comune. Ma perchè secondo te la troterella arriva dal torrente di montagna?? Si, se vai a pescartela. No, se la comperi, nemmeno se la comperi nella baita lungo il ruscello. Sono, come ben sai di allevamento, e anche qui esistono le schifezze e le non schifezze, e anche qui bisogna conoscerli e non è facile. Oltretutto, credo che quelli famosi (ma tanto famosi) stiano “combattendo” (tanto per restare in tema) una battaglia non indifferente contro la sotenibilità della pesca al salmone – allevato o selvaggio – tant’è che non esiste più, se non sbaglio, un presidio di questo genere. Poi forse saranno solo parole, parole, ma d’altronde anche alla tv, sui giornali, sui siti, e sui blog se ne dicono tante. Mi sa che fanno, sempre i soliti, anche serate di degustazione di barbera a 12 euro.
    ciao e buona pesca se vai in montagna.

  9. 9

    Irishfairy dice:

    Curiosa l’associazione latte-India.
    Bisogna far scendere la gente dal trono, Corsaro. Come dici tu, molta gente “crede” di non aver tempo per andare al mercato.

  10. 10

    Corsaro dice:

    C’è del vero nella mia affermazione latte-India. Sarà una sorpresa.

  11. 11

    Corsaro dice:

    @Francesca: Luca ha fatto un esempio e il riferimento alla trotarella o bistecchina è per richiamare l’attenzione su cose più semplici e meno costose all’origine. Un pò come dire meglio paneburroemarmellata piuttosto che la merendina di gommaflex. Chiaro che il pane è industriale al 90% dei casi, ma è il concetto che ci importa. Il fatto che, facendo leva su certe debolezze umane, la propaganda ti fa sentire un verme se bevi Frascati invece di Brunello, un verme se non vesti Prada, un verme se non vai a Sharm. Sui lenti che citi in forma non ufficiale ti dico che tutti siamo partiti da li. Cosa credi che le mie invettive sono invidia? Guarda che loro esistono perchè ci sono io (noi), produttore! Le invettive partono da un allontanamento palese delle antiche filosofie. Poi, comunque sia, tra loro c’è gente stupenda ed intelligente che credo possano apprezzare anche chi critica ,per costruire meglio! I leccapiedi fanno schifo a tutti.

  12. 12

    marzia dice:

    a volte uno scrive per sfogarsi… magari non cambia nulla, ma già solo parlarne in compagnia come succede qui…
    e se poi partiamo sempre dal presupposto che noi non possiamo far sì che qualcosa cambi, allora spariamoci subito ;-)))

  13. 13

    Corsaro dice:

    Proprio così Marzia! Bisogna parlare e internet è un mezzo.

  14. 14

    Alberto M. dice:

    Comunque rimango della idea che farsi il sangue cattivo serve a poco. Alla fine ti metteranno al muro indicandoti come un matto arrabbiato con tutti e, forse, più con se stesso. questo è il rischio che corri a combattere questa, ammettiamo coraggiosa, battaglia. Poi toccare i lenti e i gialli come li chiami tu è da veri matti! Vivi in pace Corsaro

  15. 15

    Corsaro dice:

    Gentile Alberto.
    Non mi faccio il sangue cattivo forse se lo fa qualcuno che legge!
    Tu stai travisando il mio messaggio. Forse ti fai trasportare dal mio impeto ma, LUNGI DA ME, fare guerre. Ma stai scherzando, spero! Qui si parla, incazzati, o no, si parla e basta. E’ un male parlare? Cosa servono i blog a fare solo miciomiciobaubau e controllare le visite, magari dal Giappone?
    Sui gialli e sui lenti dico che tra loro c’è gente splendida e che ci crede veramente. Forse, e ripeto Forse, per conto mio tra loro c’è anche gente che si è montata le testa e sfrutta quel pò di potere per la propria carriera. Ma è normale, l’importante è che non credano di essere dei Totem, esistono perchè contadini e produttori si fanno un mazzo così, fa bene ricordarlo ognitanto. Tutti li. E si! Sono arrabbiato con me perchè: se il giovane sapesse e il vecchio potesse…E’ un proverbio che sto pagando, come tanti idealisti e persone oneste della mia, mezza, età e questo mi consola. Tante cose e…chetati.

  16. 16

    Luca Ripellino dice:

    Francesca: la troterella e la bistecchina ovvio che erano una metafora, almeno fino a un certo punto, basta sapersi organizzare e avere voglia di farlo! Nel senso che, nonostante i tuoi auguri di buona pesca, non sono epscatore, ma la troterella (quando la mangio) è davvero di torrente di montagna, ad esempio me la faccio dare da mio cognato piuttosto che un mio collega, entrambi sì pescatori! Anche se non apescare, in montagna invece ci vado eccome: e tanto che ci sono, mi compro (d’estate, ovvio) del formaggio, direttamente da chi lo produce a me, e lo pago che al supermercato… Sono esempi, ma per dire che una via diversa è possibile, basta volerla e soprattutto cercarla; la via invece facil e ben segnalata è quella per la massa, che avendo il paraocchi vede solo quella… E sulle serate di degustazione a 12€, per favore mandami un invito ad una di queste, perchè (nulla di personale) finchè non la vedo, non ci credo!! Si sono montati la testa, loro… Sorry!

  17. 17

    francesca - torino dice:

    “Buona pesca” non voleva essere un’offesa, spero di non essere stata fraintesa, comunque fortunato te che hai il cognato ed il collega pescatori. Anch’io quando posso vado in montagna (val di susa)e qualche buon formaggio lo recupero, come spesso vado in Langa dove qualche bottiglia, da produttori che conosco, la compero e proprio qualche mese fa alla fiera della ciliegia di dogliani avevo partecipato con mio marito alla degustazione di barbera, promossa dalla locale cond. di sf, a quel prezzo. A torino so che fanno queste serate:
    lunedì 24 novembre 2008 alle ore 20,30
    all’ hotel sitea
    via carlo alberto 35 , torino
    I baroli del 1998 ( di 12 produttori) ed il costo è di 30 euro per tutti.
    martedì 21 ottobre 2008 , ore 20,30
    Aula didattica sf
    via narzole 1
    Degustazione di aceti balsamici e abbinamenti, cioè si magna, parmigiani reggiani in diverse stagionature, tortelli di zucca alla reggiana e tortelli verdi più vari Lambruschi
    costo: 22 euro per tutti .
    martedì 11 novembre 2008 – ore 20,30
    Aula didattica sf
    via narzole 1
    Laboratorio sulla panificazione
    La materia prima e i diversi tipi di farina, i differenti tipi di lievitazione, differenti caratteristiche organolettiche additivi alimentari e loro ripercussioni eccccccc
    costo 12,00 euro per tutti
    Diciamo che non ci sono solo serate da 90 euro (anche quelle), che poi si siano montati la testa può darsi, ma in questo campo ultimamente, da quel che leggo, sono in molti che l’hanno fatto. Ciao

  18. 18

    Corsaro dice:

    Vedi Francesca se uno qualsiasi si monta la testa e magari ci mette sopra anche un cappello da corsaro sai che succede? Nulla. Può piacere oppure no ma di fatto non cambia nulla. Se a montarsi la testa è qualcuno che bene o male esercita un “potere” ( dimenticandosi di chi lo ha concesso) le cose si complicano. Sai, il confine tra educazione e indottrinamento è molto sottile. Comunque grazie per le tue preziose indicazioni in merito alle ghiotte e sostenibili iniziative.

  19. 19

    francesca - torino dice:

    Sulle ghiotte iniziative, ho solo risposto a luca, cercando qualcosa in rete, personalmente ho partecipato solo due volte, quella descritta prima e una, due anni fa, al salone. Chissà, se tutti avessimo un cognato ed un collega pescatori, povere troterelle, farebbero la fine dei salmoni… Comunque, corsaro, ribadisco che sono d’accordo con quello che hai scritto nel tuo post. Non sono, invece, d’accordo quando mi scrivi che “il confine tra educazione e indottrinamento è molto sottile”: mi viene in mente quando anni fa, molti, troppi, ho dato una tesi sulla “purezza della nazione” e quelle belle cose che qualcuno, si, in quel caso indottrinava, ma forse estremizzo un po’ troppo. Il confine non è sottile, ma anzi ben marcato, l’indottrinare o l’educazione ideologica è inculcare nella mente di una persona concetti senza dover DIMOSTRARE NULLA determinando una adesione acritica del soggetto, l’educare è trasmettere conoscenze, informazioni, esperienze ecc. Dal mio punto di vista, onestamente, non ho ancora notato, fortunatamente, nulla di simile; il “montarsi la testa” con le dottrine non ha nulla a che fare (a parte quei 3-4 casi della storia). Così la penso io. Ciao e buon lavoro, anche nei campi.

  20. 20

    Luca Ripellino dice:

    Vedi Francesca, il mio riferimeto alla trota voleva essere solo un termine di paragone: può valere per mille altri prodotti, e so bene che c’è da distinguere tra allevatori e allevatori, ovvero tra i tanti che certo lavorano come si deve e altri lasciamo perdere… Ci mancherebbe che non fosse così, mica ho detto di mangiare solo animali non allevati, sarei pazzo! Però è innegabile che più sale la domanda, più si deve produrre, quindi più aumenta il rischio che in mezzo a tanti allevatori bravi salti fuori quello che vuole ciulare nel manico… Vale per le trote, per i salmoni, per le mozzarelle (tanti produttori onesti e perbene, qualcuno colluso con la camorra che ha interrato nella sua azienda vari rifiuti tossici. Questo per dire che, luogo comune o no, se il salmone (di cui si può vivere anche senza) fosse rimasto una “chicca” da gustare ogni tanto e non da avere sul tavolo ogni giorno (come invece l’indottrinamento mediatico ci ha imposto, con la favola della conquista sociale), forse le schifezze norvegesi da te citate non ci sarebbero… Tutto qui, semplice neh?! Credo anzi che il discorso della crescita di domanda/offerta valga anche per i presidi da te citati: suvvia, non crederai mica che il presidio delle acciughe di Monterosso trasformi solo ed esclusivamente acciughe pescate nel mare delle 5 Terre? Ne dovrebbero pescare 10 quintali al giorno… Circa i prezzi di certe sere, noto con piacere che c’è forse una nuova inversione di tendenza: c’è stato innegabilmente il periodo in cui la barbera la lasciavano ai barboni e degustavano solo Bordeaux, evidentemente i tempi cambiano per tutti. Meno male! Ultima cosa: tranquilla, non mangio solo trote, non si estingueranno per causa mia.

  21. 21

    francesca - torino dice:

    Luca, per cortesia mi spieghi questa tua affermazione:”suvvia, non crederai mica che il presidio delle acciughe di Monterosso trasformi solo ed esclusivamente acciughe pescate nel mare delle 5 Terre”

  22. 22

    Luca Ripellino dice:

    SEmplice: a me sembra che ce ne siano troppe in commercio (sia chiaro, BUONISSIME!) per essere tutte pescate lì!

  23. 23

    francesca - torino dice:

    Ma io proprio non riesco a trovarle, e parlo di quelle del presidio, so che l’acciuga sotto sale della Liguria è diventata IGP, ma si parla di Liguria; il parco delle cinque terre che sostiene il presidio credo voglia portare anche una IGP solamente a quelle di Monterosso. Non le trovo perchè sono pochissime (del presidio) quelle pescate a poche miglia dalla costa ed i pescatori sono rimasti 4-5 riuniti nella cooperativa pescatori cinque terre di Riomaggiore, è risaputo che queste acciughe hanno qualcosa in più, proprio quelle che arrivano in questo tratto di costa. Dico questo proprio perchè credo sia giusto nei confronti di quei pochi pescatori, che pescano come una volta, con una pesca sostenibile, (come si dice oggi) e NON con le grandi imbarcazioni con sonar ecccc. e le salano come un tempo in un laboratorio messo a disposizione dal parco; come un tempo, perchè ho letto, che alcuni di questi, sono in mare da più di 40 anni, quindi sicuramente l’esperienza non gli manca. Luca, se sai dove posso trovare un vasetto fammi sapere, ovviamente senza andare sino alle 5 terre. Eccoli:http://www.meridianaimmagini.it/meridiana/web/monterossoacciughe/

  24. 24

    Luca Ripellino dice:

    Guarda, posso dirti che io le ho trovate in qualche fiera, al salone dle gusto e in una bottega a Monterosso, quindi 5 Terre… Credimi, erano sempre eccezionali, e ho il massimo rispetto per quei pescatori che lavorano così da 40 anni, in base a ciò che hanno visto fare dai loro padri e/o nonni… Però ti dico anche che conosco una straordinaria artigiana di Imperia che lavora e trasforma il pesce in leccornie che hanno dell’incredibile; il cognto di questa signora è un pezzo grosso di una grossa cooperativa di pescatori di Salerno (o zone limitrofe), e lei mi ha detto che nemmeno m’immagino quante acciughe di quel mare arrivino alle 5 Terre (già pescate, però…), poi rivendute a quel che sappiamo… Ora, è vero che bisognerebbe sempre sapere e toccare con mano, ma è anche vero che sulla serietà di quella signora la mano sul fuoco io la metterei eccome! Tutto qui, di più, credimi, non so, e se sbaglio, onore alle 5 Terre, che sono un posto incantevole…

  25. 25

    francesca - torino dice:

    NOn dubito della artigiana di imperia, ma io è dal salone di due anni fa che non le trovo, in nessun negozio di torino, nemmeno a eataly e ancora meno in alcune fiere che avevo visto, golosaria; se veramente fossero così tante non si porrebbe il problema, se problema vogliamo chiamarlo, ti ripeto, sto parlando di quelle con il marchio dei presidio, perchè è vero che vasetti con su scritto “…. di Monterosso” ne trovi fin che vuoi. Farò un salto al salone di quest’anno. ciao

  26. 26

    G.T.Agricoltori dice:

    Corsaro, fai parte dell’A.T.A?
    a questo punto ti consiglio http://www.trasversali.org
    Riguardo ha ciò che scrivi concordo in pieno (o quasi).
    ad alberto voglio dire, non si può vivere col paraocchi facendo finta di niente, è vero che cercano di isolarti, io sono stato anche espulso dalla Coldiretti, ma ne vado fiero, non potrei essere fiero di sapere e stare zitto. poi gli agricoltori un pò alla volta si accorgono chi ha ragione.

  27. 27

    Corsaro dice:

    Ciao, mi piacerebbe sapere con chi parlo, G.T.Agricoltori? A parte il link, già visitato, avrai un nome o un nick. Comunqua la cosa è grandiosa, la rete ci mette in contatto, noi REIETTI, noi BUFFONI, noi PEONES, noi… Noi che abbiamo rotto le catene e camminiamo da soli! Fammi sapere notizie fresche che poi pubblico. corsaro65@gmail.com

  28. 28

    G.T.Agricoltori dice:

    guarda cosa combineranno mercoledì a Milano,
    “svendono” x “rimediare”!!!

    Farmer market, la verdura a un euro
    Un paniere calmierato, il primo in Italia, con lattuga, zucchine, melanzane, pomodori e cipolle a un euro al chilo
    Un paniere calmierato, il primo in Italia, con lattuga, zucchine, melanzane, pomodori e cipolle al prezzo di un euro al chilogrammo. L’iniziativa – che premette di ottenere un risparmio fino al 50 per cento rispetto ai prezzi del servizio “smsconsumatori” promosso da ministero delle Politiche agricole e associazioni di consumatori – va in scena il 24 settembre al Farmer market di Milano e Lodi nel cortile del consorzio agrario milanese in via Ripamonti.
    Si potranno acquistare anche dieci uova al prezzo di un euro. Sempre a un euro al chilo sarà possibile comprare bietole, cetrioli, cime di rapa, prezzemolo, zucche, cicorie e rucola, oltre a un litro di latte fresco appena munto. “Abbiamo pensato di rispondere in modo concreto alle richieste che ci sono arrivate da più parti – osserva il direttore della Coldiretti di Milano e Lodi, Enzo Pagliano – Noi continuiamo a curare la quualità al giusto prezzo”.

  29. 29

    G.T.Agricoltori dice:

    e poi c’è questo tratto da un blog.
    se i consumatori si sentono presi in giro, siamo fregati!!!

    Caro direttore Enzo Pagliano, e no, la sua teoria qualità-prezzo non funziona; i produttori si giustificano sempre dichiarando che la colpa dei prezzi alti è dovuta ai vari passaggi prima che il prodotto giunga al consumatore; poi vendono direttamente, vedi farmer market, e il prezzo è alto perchè rispecchia la qualità; vuol dire allora che i prodotti venduti dai produttori, nella normale filiera fin giungere al consumatore, siano di scarsa qualità? Se non è così, cerchiamo di essere seri: visto le vostre continue lamentele e denunce per gli alti prezzi al consumo a causa dei vari passaggi, allora nelle iniziative come le vostre non ci dovrebbero essere scuse e i prodotti devono essere tutti di alta qualità e tutti con prezzi convenientissimi. Chiudo assicurandole che oramai siamo in tanti a essere stufi di essere presi per il naso e faticosamente ma cordialmente la saluto.

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